Cistite

Cistite

Tempo di lettura 2 minuti

La cistite è un disturbo fastidioso della vescica, a volte, ma non sempre, di natura batterica, che colpisce in larga maggioranza la popolazione femminile (circa il 30% della popolazione femminile ha avuto almeno un episodio di cistite nella vita): l’uretra femminile è infatti più corta di quella maschile e nella cistite batterica vi è una proliferazione incontrollata di batteri che vivono normalmente nell’intestino e che possono risalire fino alla vescica. Questo disturbo interessa però anche la popolazione maschile e può colpire persino nell’infanzia. 

Nella cistite a eziologia batterica, il principale agente patogeno è l’Escherichia coli, un batterio gram negativo, commensale nell’intestino umano. Altri ceppi coinvolti, se pur meno frequenti, sono lo Staphyloccoccus, il Proteus e la Klebsiella. 

Tra le cistiti non batteriche si annoverano quelle dovute al freddo, all’uso di farmaci, alla chemioterapia e quella denominata interstiziale. Quest’ultima è dovuta all’alterazione della permeabilità della mucosa vescicale e al danno della muscolatura liscia della vescica. 

La diagnosi clinica si basa sui sintomi riferiti dal paziente e che si manifestano con aumento della frequenza nella minzione, disturbi nello svuotamento della vescica, prurito e bruciore localizzato alla vagina e talora presenza di sangue nelle urine (ematuria). 

La diagnosi sarà confermata dall’urinocoltura, che presenterà un alto numero di colonie del batterio responsabile, e sulla base dell’antibiogramma verrà prescritta una specifica terapia antibiotica. 

Molto spesso si ha una recidiva della cistite entro sei mesi, con ricorso nuovamente alla terapia antibiotica. Purtroppo il ricorso all’antibiotico per lungo periodo, non solo non ha dimostrato il miglioramento del quadro clinico delle cistiti recidivanti (ovvero tre episodi in un anno), ma ha persino rilevato un aumento del rischio di candidosi vaginale. 

Per tali motivi l’attenzione si è spostata sull’utilizzo di fitoterapici e negli ultimi anni si è visto che l’associazione di principi attivi vegetali come il Cranberry (Mirtillo Rosso), l’Uva Ursina, la Verga D’Oro, con 1 grammo di D-Mannosio, fornisce dei risultati eccellenti su tutte le forme di cistiti acute e recidivanti. Il D-Mannosio è uno zucchero semplice, inerte da un punto di vista metabolico, che si lega alle proteine prodotte dai batteri. Sostanzialmente impedisce l’adesione dei batteri alla mucosa vescicale e, poiché il D-Mannosio viene eliminato rapidamente con le urine, con esso viene eliminata anche la carica batterica.  

Un valido aiuto per ridurre l’esposizione al rischio di cistiti è quello di adottare norme igienico-alimentari, quali: curare l’igiene intima (seguendo una corretta detersione dell’apparato genitale, partendo dalla parte anteriore e proseguendo verso la posteriore e non il contrario); curare la pulizia dell’intestino (correggendo una eventuale stitichezza, che si accompagna frequentemente alla cistite, con il concomitante ripristino della corretta flora-batterica mediante l’assunzione di fermenti lattici prebiotici e probiotici); modificare l’alimentazione prestando attenzione al pH urinario e vaginale. 

Inoltre sarebbe opportuno seguire le seguenti indicazioni alimentari: astensione da alcool, lieviti, latte e derivati, zuccheri semplici e raffinati; prediligere al contrario il consumo di frutta, verdura, cerali integrali e legumi, per fornire un adeguato apporto di fibre sia solubili che insolubili (alimenti prediletti dai batteri “buoni” del nostro intestino). 

A cura della Dott.ssa Nicoletta Cataldi, Medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e Nutrizione

Categories: Sfera Intima
Tags: , , ,