cardiovascolareLinea Energia, Memoria e Sport

Il cambio di stagione è spesso accompagnato da stanchezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione nello studio e nel lavoro. Ogni volta che il nostro organismo si trova a fare i conti con brusche variazioni di temperatura, pressione o luce, deve fare uno sforzo di adattamento così faticoso, che può subire le ripercussioni su menzionate. Ecco che si parla di ‘astenia autunnale’, ‘mal di primavera’, ‘spossatezza estiva’ o, più in generale, di ‘depressione stagionale (SAD)’.

Ma esistono anche periodi di stress, superlavoro, o studio intenso, che non hanno necessariamente una stagionalità ben definita, e che comunque mettono alla prova il nostro organismo, favorendo il malumore e determinando la sensazione di non avere le energie sufficienti per affrontare la giornata. L’attenzione e la concentrazione vengono meno, si hanno vuoti di memoria e sbalzi d’umore. Talvolta anche riduzione dell’appetito e alterazioni del ritmo sonno-veglia. L’estrema stanchezza psicofisica può essere percepita anche dopo un adeguato riposo notturno: in questi casi la sensazione è che non si sa esattamente da che cosa derivi.

C’è poi un legame evidente tra i cali di energia e concentrazione e l’avanzare dell’età, quando si inizia progressivamente a fare un po’ di fatica nel ricordare impegni e appuntamenti o ad imparare nuovi concetti, essendo mentalmente meno reattivi. Potrebbe anche trattarsi di disturbo neuro-cognitivo lieve (noto anche come “declino cognitivo lieve”): un forma di deficit della memoria e dell’apprendimento di per sé non particolarmente grave, ma che merita una valutazione e un trattamento precoci (perché può aumentare le probabilità di sviluppare l’Alzheimer). In questa fase della vita, aumentano anche i casi di ridotto apporto proteico con la dieta, sia dovuto a sarcopenia (perdita fisiologica di massa e forza muscolare), che a malattie cronico-debilitanti, con lunghe convalescenze o difficoltà di alimentazione vere e proprie.

Nella stragrande maggioranza dei casi questo stato di spossatezza fisica e mentale è passeggero. Il recupero della forma ottimale richiede soltanto che ci si attenga ad una serie di semplici regole: concedersi un buon riposo notturno, porre massima attenzione all’alimentazioneaiutarsi con integratori appositamente formulati (tenendo anche presente che non sempre si riesce ad ottenere il quantitativo proteico ideale solo attraverso gli alimenti).

Le persone più anziane dovrebbero fare attenzione anche a consumare pochi alcolici, non fumare, controllare il peso corporeo, attenersi alle terapie, mantenersi mentalmente attivi.

Esistono poi sempre più persone che, praticando un’Attività Sportiva (a livello Amatoriale o anche Agonistico), necessitano di soluzioni sia per ottenere l’energia necessaria allo svolgimento dell’attività fisica che per contrastare la stanchezza che l’accompagna, o anche solo per reintegrare i sali e le vitamine persi con la sudorazione, contrastare lo stress ossidativo ed i dolori che l’accompagnano, reintegrare la componente proteica  o favorirne l’assimilazione  conseguente all’attività stessa.

 

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